UN FIUME IN PIENA

Edoardo Frassetto (http://edoardofrassetto.blogspot.it) è un fiume in piena, da sempre. Le mensole di casa sono popolate dai suoi taccuini, scandaglia scaffali di libri per lavoro, ma non è assolutamente un topo da biblioteca! Zaino in spalla e gamba lesta, è sempre alla ricerca di ispirazione nella natura, sua grande maestra di vita. Eccovi un assaggio della sua ultima avventura a chilometro zero, alla scoperta degli anfratti del territorio in cui è cresciuto.

Nel tuo ultimo libro ci racconti la risalita a piedi del fiume Piave. Che genere di libro è? Un diario di viaggio? Una guida per chi ama le escursioni nella natura?

Si tratta di un diario di viaggio, corredato da foto scattate durante la camminata e durante qualche escursione successiva. Nel mio piccolo, il proposito, oltre a quello di raccontare quello che abbiamo fatto, è di comunicare al lettore l’idea che si può costruire il proprio viaggio in base alle singole sensibilità, esigenze ed a come si concepisce il “muoversi”. Non sono necessari un percorso segnato ed una programmazione certosina, che comunque aiutano. Basta la voglia di mettersi in cammino. Camminare è terapia, ricordiamocelo sempre.
Il progetto di una guida sarà forse realizzato in un secondo momento. Richiede uno studio maggiore del territorio e delle opportunità che questo offre. Non mi spaventa il lavoro, anzi mi entusiasma, ma prima devo chiudere questo ed un altro libro in cantiere.

Ogni libro è un viaggio ed in genere più la meta è lontana, maggiore è l’interesse. Perché hai scelto un fiume così vicino e non uno più esotico e misterioso?

Vivo da sempre in un paese (Spresiano, nda) rivierasco. Il mio rapporto col Piave parte da lontano, da quando da bambino con mio padre andavo a lanciare sassi nell’acqua o a raccogliere rucola selvatica. Di fronte alla grande cementificazione degli anni duemila, le grave del Piave sono un rifugio sicuro.
Da ragazzi si sognava di risalire il Piave a piedi, di compiere questa avventura che ci sembrava affascinante. Nel 2010, per i motivi che riporto nel libro, mi sono detto: “É ora.”
L’ho visto anche come un pellegrinaggio spirituale e laico, lungo questo fiume che ha segnato in maniera indelebile la storia della nostra regione. Guardando una cartina geografica si nota che il Piave la percorre da nord a sud quasi nella sua totalità. Che incredibile via di comunicazione.
Prima o poi mi piacerebbe camminare lungo il Tagliamento. Amo il Friuli e ho visto scorci meravigliosi di questo fiume.

Dacci un assaggio di come hai organizzato questa risalita: quanto ci hai impiegato? Con chi sei partito? Cos’hai messo nello zaino?

Ho coinvolto Antonio, un amico con cui avevo fatto delle esperienze in bicicletta. Lui ne ha parlato con Furio, un amico comune che non vedevo da anni e che ha voluto unirsi alla piccola compagnia. Per quattro tappe si è unita anche Anna, amica fotografa, che si è lasciata coinvolgere da questo “andare”.  Molte delle foto del libro sono infatti sue.
Ho suddiviso i duecentoventi chilometri del corso del fiume in nove tappe, chiedendo ai Comuni in cui pensavamo di fermarci per la notte, di aiutarci a trovare un posto dove dormire. Ci sarebbe bastata anche una semplice stanza dove buttare il sacco a pelo, invece questi si sono prodigati oltre ogni più rosea aspettativa: una locanda, un convitto di suore, un albergo, una mansarda di un privato cittadino, una canonica. Un assessore ci ha addirittura ospitato a casa sua.
Questo tipo di viaggio, a piedi o in bici, fa riscoprire un valore importante, che è l’essenzialità. Mi piacerebbe scrivere un piccolo saggio sull’essenzialità, credo che riscoprirla ci farebbe essere più felici e meno ingordi. Dopo due giorni di peso sulle spalle, ho abbandonato una parte del carico dello zaino, perché mi sono proprio reso conto che alcune cose non sarebbero servite in quel contesto. Siamo stati anche favoriti dal meteo. Nove giorni di sole non richiedono la stessa attrezzatura di nove di pioggia. Il peso maggiore era rappresentato da un netbook che mi serviva per aggiornare il mio blog. E’ stato faticoso ma molto soddisfacente raccontare ogni sera quello che era successo durante il giorno. Molti ci hanno seguito anche così.

Pubblicherai anche questa tua opera con Lallo Libri? Raccontaci di questo progetto editoriale.

Lallo Libri è nata per gioco. Quando ho auto-pubblicato il primo romanzo “Massimo Volume”, io e mia moglie Margherita, che cura la parte grafica delle mie opere, scherzavamo sul fatto che nostra figlia Viola di quattro anni potesse essere un perfetto editore. “Lallo” infatti non è altro che il modo in cui Viola diceva il suo nome quando la sua pronuncia era ancora incerta.
Lallo Libri è diventato così un piccolo marchio dei lavori che facciamo in famiglia. Anche se il libro del Piave uscirà per una casa editrice, il logo di Lallo Libri ci sarà.
Se un domani diventerà una vera casa editrice, l’obiettivo sarà raggiunto!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...