UN’OASI DI PACE


Sara Guerrini si laurea in Scienze della Comunicazione a Bologna, la tesi la scrive ad Amburgo dove inizia a muovere i primi passi in ambito visual and picture editing, facendo un’esperienza allo STERN, importante settimanale tedesco. La carriera di Sara inizia sotto una buona stella, sarà perchè “Stern” in tedesco significa proprio stella, ma è soprattutto la sua passione ad attirare il favore degli astri:

Sono sempre stata una persona entusiasta e penso che questa sia stata la chiave di tutte le cose belle che mi sono successe. Almeno agli inizi, quando ci devi solo credere!”

L’amore per la fotografia e per Jan, il suo compagno berlinese, la riportano a nord, stavolta all’agenzia Ostkreuz di Berlino, dove fa uno stage durante il giorno e si mantiene lavorando in un ristorante la sera. Periodo indimenticabile, sempre sotto l’egida della stella del nord, la stella polare, che continua ad illuminare la strada giusta. Sara rientrerà a Milano per uno stage all’agenzia Grazianeri e decidendo di rotolare a sud per qualche mese con l’intenzione di rientrare a Berlino dal suo compagno. E invece no, l’agenzia le offre un contratto.

Il contratto scade e Sara inizia a lavorare come photo editor per diverse riviste fino ad approdare a D, femminile allegato di Repubblica.

Un sogno per chi lavora nel settore. Un sogno che per Sara si avvera e si protrae per ben due anni, con un contratto vero. Nel 2009 il contratto scade e Sara è la prima a saltare, sostituita da una segretaria che mai aveva fatto il mestiere ma che si era dimostrata volonterosa.

Sara non si scoraggia e, fiduciosa nella sua buona stella, accetta una proposta allettante da un’agenzia fotografica di Londra. Dopo 3 anni bussano una voglia matta di tornare al giornale e di rientrare in Italia. Sara apre la porta e ed aspettarla ci sono le ex colleghe di Milano che le propongono di tornare. Dopo due anni il déja-vu: scade il contratto e niente rinnovo.

A questo punto Sara e Jan iniziano a pensare ad una pausa sabbatica on the road, ma il telefono squilla, dall’altra parte c’è ancora Londra, stavolta nientepopodimeno che Newsweek, una leggenda. Sara trova un accordo per lavorare da casa, dall’Italia, ma arrivano i primi tagli e la collaborazione londinese termina.

Sara vive a Milano con Jan, dove ha aperto la partita IVA e lavora a diversi progetti. Anche se la vita da libera professionista in Italia è tante belle idee e pochi soldi. La figura del photo editor non ha fatto in tempo ad esser riconosciuta, che già è in via d’estinzione. Ora questo lavoro viene spesso fatto dai giornalisti, con la conseguente scadente qualità dell’uso dell’immagine nel web. In Germania la figura del photo editor è molto più conosciuta e radicata.

Perché allora la decisione di restare in Italia?

Abbiamo deciso di stare in Italia, semplicemente perchè in Italia si vive bene, ma soprattutto perchè in quel momento l’alternativa era Londra. Dopo aver girato e conosciuto diverse culture, fai una media e l’Italia è sopra la media. Certo, non lavorativamente. Questo è certo. Fosse stata un’opportunità a Berlino o forse semplicemente in un altro luogo che ci offriva una nuova esperienza, probabilmente avremmo fatto le valigie. Ma devo dire che a 35 anni ho già accumulato tante esperienze, tutte ottime, e quindi in questo momento posso vivere di rendita. Ma non per sempre.”

Cosa succederà quando non potrai più vivere di rendita?

Nel momento in cui avrò bisogno di riprendere in mano la mia situazione lavorativa seriamente, probabilmente ce ne dovremo andare. Oppure inizierò a fare altro. E forse quello lo potrò fare anche qui. Io e Jan viviamo con un piede fuori dalla porta e credo che il fatto di essere una coppia multiculturale aiuti a stare in Italia più sereni, più leggeri, un po’ turisti. Si, eterni turisti”

Hai trovato un’Italia diversa quando sei rientrata?

Non ho trovato un’Italia molto diversa, no. Ero diversa io, quello sì. Quindi Milano era migliore, l’Italia era comunque un paese bellissimo. È tutto relativo del resto, no?”

(Autrice: Annamaria Bortoletto)

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